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Andrea e Andrea con le Ali Bianche
Scritto da Ice - Administrator   

Andrea il 6 dicembre compie 27 anni, peccato però che non possiamo festeggiare il suo compleanno perchè Andrea è stato ucciso, mentre lavorava, da due diretti responsabili senza scrupoli.

"Scarse condizioni di sicurezza e condizioni insostenibili nel lavoro continuano ad uccidere anche nei tempi moderni. Allo stesso tempo i governi non solo stanno tornando indietro rispetto agli standard di sicurezza ma consentono anche che i

datori di lavoro senza scrupoli mettano in costante rischio le vite dei lavoratori."

"...il capitale non ha riguardo per la salute e per la durata della vita dell'operaio, quando non sia costretto a tali riguardi dalla società"

(Karl Marx)

 

ANDREA E ANDREA

ali bianche

 

Alle quattro del mattino, quando Andrea si sveglia, anche Andrea si sveglia. Poi, mentre Andrea si lava la faccia, si veste, beve una tazza di caffè, Andrea accarezza le sue imperfette ali bianche.

Tutt'e due lasciano l'appartamento alle quattro e un quarto. Salgono in macchina. Andrea accende il motore e Andrea, con le ali chiuse, prende posto dietro.

La macchina lascia il lungomare di Porto Sant'Elpidio, raggiunge la nazionale adriatica e si dirige verso sud.

Alle quattro e quarantacinque arriva al parcheggio dell'ASOPLAST di Ortezzano. Alle

cinque Andrea avvia la pressa che inizia ritmicamente a stampare i pezzi che, successivamente, verranno collocati sulle lavatrici ARISTON.

Alle sei e dieci minuti la pressa si ferma con la bocca spalancata. Andrea si abbassa e guarda dentro le fauci. Al suo fianco anche Andrea fa altrettanto e prorpio in quell'istante le mascelle si chiudono.

Alle sei, dieci minuti, otto secondi di martedì 20 giugno 2006 Andrea Gagliardoni di ventitre anni è ucciso, insieme ad Andrea con le ali bianche, dalla macchina tampografica.

Di che cosa avranno parlato Andrea e Andrea durante i quaranta minuti di tragitto in

macchina? Andrea al volante aveva acceso la radio e ascoltava un programma musicale, per tenersi sveglio. Il giorno prima aveva fatto il turno del pomeriggio dalle 13 alle 21, era arrivato a casa alle 22 a causa del traffico. Era stanco. Il pensiero di ritornare in fabbrica prima dell'alba lo smontava. Era il turno che detestava di

più.

Alla partenza, sul lungomare, un puro refolo marino era penetrato dal finestrino aperto e il suo profumo salmastro l'aveva scosso dal torpore. Dietro di lui Andrea parlava con se stesso e rifletteva sconsolato sullo stato delle sue ali. Così rachitiche, fragili e quasi inservibili. Ma ad un certo punto aveva rimproverato Andrea perchè aveva accettato di ripresentarsi in fabbrica al turno del mattino, quando non erano trascorse le undici ore di sosta previste dal contratto nazionale.

Andrea non aveva risposto.

Quando la macchina si era fermata davanti alla fabbrica il chiarore dell'alba si era diffuso in tutta la valle dell'Aso e una brezza agitava le foglie del grande pescheto che circondava l'ASOPLAST.

Ora Andrea riposa nel cimitero di Porto Sant'Elpidio e sua madre Graziella porta i fiori sulla sua tomba. Andrea con le ali è sepolto nel cimitero degli Angeli Custodi. Non vi sono fiori sulle tombe. Alcuni becchini con la piuma sul cappello tengono

puliti i viali tutti in ombra.

Chissà come sarebbe oggi la vita di Andrea se la sicurezza fosse stata attivata da quegli imprenditori senza cuore ne cervello che hanno pensato ad accumulare sempre di più mettendo a rischio la vita degli operai?

Questa sembra una favola ma è la pura realtà vissuta da tante famiglie distrutte dal

dolore per la perdita di un loro caro solo ed esclusivamente in nome del "DIO PROFITTO".

Graziella Marota

mamma di Andrea Gagliardoni

 
Graziella Marota Alla Presentazione del Libro "Morti Bianche" di Samanta Di Persio
Scritto da Ice - Administrator   

Ospite al Delirio Tour di Beppe Grillo in Ancona, Graziella Marota porta la sua testimonianza durante la presentazione del libro "Morti Bianche" di Samanta Di Persio in cui viene raccontata anche la vicenda di Andrea Gagliardoni.

 

 beppe grillo delirio tour ancona presentazione libro morti bianche graziella marota

 

 

 
Lettera di Graziella Marota ad Andrea
Scritto da Ice - Administrator   

Dal Blog di Nicola Giordano

(http://nicolagiordano.blogspot.com/2009/06/andrea-aveva-23-anni-quando-il-20.html)


LETTERA DI UNA MADRE PER UN FIGLIO CHE NON C'E' PIU'

Andrea aveva 23 anni quando, il 20 giugno 2006, è rimasto con il cranio schiacciato da una macchina tampografica non a norma. Andrea voleva imparare a suonare la tromba, come se la chitarra da sola gli andasse stretta.Perché a quell'età la taglia dei desideri si allarga e non stai più nei tuoi panni dalla voglia di metterti alla prova, conoscere, guardare avanti. Da li a quattro giorni pure la metratura della sua vita sarebbe lievitata di colpo: dalla sua camera da ragazzo, in casa dei genitori,a un mini appartamento, acquistato dai suoi con un mutuo, a metà strada tra Porto Sant'Elpidio e la fabbrica Asoplast di Ortezzano, dove aveva trovato lavoro come precario per 900 euro al mese.Andrea voleva imparare a suonare la tromba, ma non ha fatto in tempo: una tromba che, rimasta la dov'era in camera sua, suona un silenzio assordante.E neppure l'appartamento è riuscito ad abitare: doveva entrare nella nuova casa sabato 24 giugno 2006, se ne è andato il 20 giugno di 3 anni fa. Oggi Andrea avrebbe 26 anni ma è morto in fabbrica alle sei e dieci dell'ultimo mattino di primavera. E suonerebbe ancora la chitarra con i Nervous Breakdwn e non darebbe il suo nome a una borsa di studio. Sarebbe la gioia di sua mamma Graziella e non la ragione della sua battaglia da neo cavaliere della Repubblica, per cultura sulla sicurezza.Una battaglia finita con una sconfitta dolorosa: nel nome del figlio e a nome dei tanti caduti sul lavoro, senza giustizia: Umbria-Oli, Molfetta, Thyssenkrupp, Mineo....Sono solo le stazioni più raccontate di una via Crucis quotidiana, che per un po' chiama a raccolta l'indignazione italiana, che poi guarda altrove. Le morti si fanno sentire, ma le sentenze molto meno, quando passano sotto silenzio anche per una sorta di disagio nell'accettarle e comunicarle. I responsabili di questa orrenda morte sono stati condannati a otto mesi di condizionale con la sospensione della pena, anche se il Procuratore generale del tribunale di Fermo aveva parlato «di un chiaro segnale perché questi reati vengano repressi con la massima severità». Andrea è stato ucciso per la seconda volta.La tragedia è finita nel dimenticatoio, con alcune frasi fatte e disfatte, tipo non deve più accadere, basta con queste stragi, lavoreremo per migliorare la sicurezza. Parole piene di buone intenzioni, che lo spillo della smemoratezza buca in un momento.Parole al vento!Alla fine anche Andrea si è perso tra i morti da stabilimento e da cantiere: martiri del lavoro che fanno notizia il tempo di commuovere, che non promuovono ronde per la sicurezza, spesso rimossi pure nei processi.Tragedie quotidianamente dimenticate da un Paese ignavo e incurante, La tromba silente di Andrea a suonare la sua ritirata. Questo è quanto accade a tutti i morti sul lavoro; di loro restano solo dolore e angoscia dei familiari ma giustamente questo non fa notizia : una mamma che piange tutti i giorni, che guarda sempre la porta di casa aspettando che il suo Andrea rientri perché spera che tutta la sofferenza che sta vivendo sia solo un brutto sogno..... Ma tutto ciò non importa a nessuno!!!!!!!!!!!!Questa è la tragica realtà, di chi rimane e si rende conto di essere emarginato e dimenticato da tutti.

Graziella Marota, mamma di Andrea Gagliardoni


 
Il fenomeno infortunistico / La sicurezza nei luoghi di lavoro
Scritto da Ice - Administrator   

Il fenomeno infortunistico 

La sicurezza nei luoghi di lavoro


LE CIFRE

 

Ogni anno, mediamente, il 5% dei lavoratori subisce un incidente sul lavoro con conseguenze che provocano oltre 30.000 invalidità permanenti e circa 1.200 morti. Equivalente a dire che, ogni giorno, tre persone muoiono sul lavoro. L'andamento del fenomeno, purtroppo, non suscita alcun ottimismo, in quanto il lieve calo è dovuto principalmente alla diminuzione delle ore lavorate, diminuzione conseguente la crisi occupazionale nei settori tradizionalmente più a rischio e cioè la metalmeccanica e l'edilizia. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) denuncia che ogni anno si verificano circa 120 milioni di incidenti sul lavoro, di cui 220.000 sono mortali.

A livello europeo, tra i paesi più industrializzati, l'Italia detiene due primati nella realtà produttiva: i più alti tassi di frequenza per infortuni e la più elevata mortalità. La media europea annuale dei morti è di quattro lavoratori ogni 100.000.

IL COSTO ECONOMICO OGNI ANNO

Giornate lavorative perse: da circa 700.000 infortuni con inabilità temporanea al lavoro deriva la perdita di oltre 16.000.000 di giornate lavorative.


Costo per il pagamento dell'indennità per inabilità temporanea al lavoro: 900 miliardi per il solo INAIL (senza quindi considerare l'INPS e le spese sanitarie).


Costo per i nuovi infortuni: 30.000 invalidità permanenti

LE CAUSE PRINCIPALI DEL FENOMENO

Sono principalmente di quattro generi:

1. nell'ambiente di lavoro, le inadempienze da parte delle aziende, le disattenzioni dei lavoratori che con l'assuefazione al lavoro sottovalutano i rischi, la tendenza all'esclusione dei dispositivi di sicurezza allo scopo di aumentare i ritmi di lavoro e quindi la produttività;

2. la mancanza di controlli da parte delle strutture a ciò preposte: oggi l'eventualità di un controllo è quasi pari alla possibilità di vincere alla lotteria, perché gli Ispettorati del lavoro sono paurosamente a corto di organici e perchè le Aziende Sanitarie Locali hanno pochissime professionalità idonee allo scopo;

3. l'assenza di una cultura della prevenzione dei rischi da lavoro che, anzi, sono considerati come inevitabili e connaturati con l'attività lavorativa;

4. lavoro nero ed appalti, vecchie forme di sfruttamento della manodopera che hanno tuttora una posizione centrale tra le cause all'origine degli infortuni e delle malattie professionali.

E' di tutta evidenza che la totale irregolarità del rapporto di lavoro o l'esigenza di ridurre al massimo i costi di produzione - esigenza questa accentuata anche dall'esasperazione della concorrenza - non si conciliano con la sicurezza dei lavoratori.

 

LA NORMATIVA IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO

 

Soltanto nel 1994 - con grave ritardo sugli altri paesi dell'Unione europea - l'Italia ha recepito le direttive in materia di sicurezza sul lavoro sulle quali si è riscontrata la forte opposizione dei datori di lavoro che le ritenevano eccessivamente onerose. In effetti l'attuale normativa, complessivamente soddisfacente per la sicurezza dei lavoratori, si scontra con una realtà in cui, a tutt'oggi, nonostante le continue proroghe viene sostanzialmente inapplicata per due ragioni fondamentali:

*da parte dei datori di lavoro l'adeguamento delle norme di sicurezza continua ad essere visto come un costo aggiuntivo, ritenendo peraltro che il rischio dei lavoratori viene già coperto da un'assicurazione obbligatoria;

*gli stessi lavoratori cui la nuova normativa affida anche responsabilità di controllo sulle misure di sicurezza, nella maggior parte dei casi, non sono preparati a questo ruolo e si trovano in difficoltà ad esercitarlo rispetto a quei datori di lavoro con pochi scrupoli che approfittano della facile disponibilità di manodopera, per porre il lavoratore stesso in una condizione quasi di sudditanza.

 

I NUOVI FATTORI DI RISCHIO

 

Ai tradizionali fattori di rischio si aggiungono quasi quotidianamente nuovi pericoli, soprattutto per le malattie professionali. Molte sostanze sono considerate "probabilmente" o "possibilmente" cancerogene e si calcola che in Italia, ogni anno, si hanno circa 4.000 casi di "tumori professionali". Inoltre, nuove malattie insorgono di pari passo con le modifiche dell'organizzazione del lavoro: dall'informatizzazione danni visivi dovuti all'uso dei videoterminali; dalla tensione legata alle richieste di aumento della produttività situazioni di stress in diretta relazione con l'errore umano e l'incidente. Un ultimo riferimento deve essere fatto alla precarizzazione del rapporto di lavoro e quindi ad un calo dell'esperienza del lavoratore che determina una diminuzione delle condizioni di sicurezza

 

 

 L'appello di Graziella Marota su Sky TG24

graziella marota sky tg24

 

 

 
Graziella Marota consegna la borsa di studio intitolata ad Andrea
Scritto da Ice - Administrator   

Premiati gli studenti del concorso provinciale "Al lavoro sicuri! Per un sicuro lavoro"

La borsa di studio alla memoria di Andrea Gagliardoni assegnata a Roberta Martelli del Liceo Scientifico “Orsini” di Ascoli

 

 

borsa di studio sicurezza sul lavoro andrea gagliardoni

 

All’iniziativa erano presenti il Presidente della Provincia Massimo Rossi, l’assessore provinciale alla Cultura e Pubblica Istruzione Olimpia Gobbi, il vice-sindaco di Porto Sant’Elpidio Elio Natali, il dirigente del Servizio Formazione Professionale e Politiche Attive del Lavoro Maurilio Cestarelli, la signora Graziella Marota, madre di Andrea Gagliardoni (vittima nella tragedia sul lavoro avvenuta ad Ortezzano il 20 giugno 2006), Sebastiano Calleri, rappresentate del Dipartimento nazionale Sicurezza sul Lavoro della Cgil, oltre a numerosi docenti e studenti delle scuole protagoniste del concorso. Nell’edizione 2009 sono stati 13 gli studenti premiati per la realizzazione di lavori grafici, multimediali o in forma di tema scritto, tutti elaborati ricchi di originalità e creatività con i cui i ragazzi hanno lanciato messaggi ed esplorato le complesse tematiche legate alla salute e alla sicurezza sul lavoro.

“Gli incidenti sul lavoro costituiscono una piaga drammatica nel nostro Paese – ha sottolineato il presidente Rossi - ogni anno si verifichino più di un milione di infortuni sul lavoro, di cui oltre 1.300 mortali, cifre che si ha il dovere morale, come accade in molti altri paesi europei, di ridurre drasticamente. E’ dunque importante partire dai giovani – ha proseguito il Presidente - per svolgere un’ampia azione di sensibilizzazione a cui si collega direttamente la sfera dei diritti dei lavoratori riconosciuti dalla Costituzione come inalienabili. Un ringraziamento particolare – ha concluso Rossi – lo rivolgo alla signora Graziella Marota che con coraggio, determinazione e grande passione civile porta avanti un impegno straordinario nel nome dell’indimenticabile figlio Andrea”.

 

graziella marota alla consegna della borsa di studio andrea gagliardoni

 

“Il mondo della scuola è sempre il primo a rispondere con straordinaria vitalità ai grandi temi della società contemporanea – ha evidenziato l’assessore Gobbi – e questa iniziativa ne rappresenta una dimostrazione concreta ed essenziale”. Sul tema della sensibilizzazione delle giovani generazioni ha insistito anche Sebastiano Calleri, rappresentante del Dipartimento nazionale Sicurezza sul Lavoro della Cgil, che si è soffermato sul quadro a livello nazionale sottolineando “la necessità di non abbassare mai la guardia segnalando ai sindacati le situazioni di irregolarità e operando affinché la legislazione in materia di sicurezza sia costantemente migliorata e aggiornata”.

“Questo concorso - ha dichiarato il dirigente del Servizio Formazione professionale Maurilio Cestarelli – è diventato ormai un punto fermo nella programmazione dell’attività della Provincia in materia di sicurezza del lavoro: in 7 anni abbiamo coinvolto più di 500 ragazzi di 50 istituti dell’intero territorio provinciale, che hanno presentato oltre 200 elaborati”.

A nome delle segreterie provinciali dei sindacati CGIL-CISL-UIL ha preso la parola Giuseppe Pacetti, segretario provinciale UIL che, partendo dalla sua personale testimonianza in dolorose vicende di incidenti sul territorio, ha ricordato “il valore della prevenzione e gli altissimi costi che ogni anno sono pagati a livello nazionale per risarcimenti e pensioni, a fronte di una costante diminuzione delle risorse per la sicurezza sui luoghi di lavoro”.

La borsa di studio intitolata alla memoria del ventitreenne operaio Andrea Gagliardoni è stato assegnata quest’anno all’unanimità a Roberta Martelli del Liceo Scientifico “Orsini” di Ascoli Piceno per un componimento letterario incentrato sulla vicenda familiare legata a un infortunio sul lavoro occorso a suo papà.

Questi i nomi dei vincitori che hanno ricevuto un attestato, un lettore mp3 personalizzato con logo della Provincia e una menzione del concorso; per la sezione (A) “Lavoro singolo grafico” sono stati premiati: Luca Giorgi e Giorgia Papagna dell’istituto Statale d’Arte “Osvaldo Licini” di Ascoli Piceno, sempre per la sezione (A) “Lavoro di Gruppo”: Melida Muca, Milena Del Gatto e Sara Luciani del Liceo Scientifico “E. Medi” di Monte Giorgio. Per la sezione (B) “Lavoro singolo Audiovisivo/Multimediale”: Roberto Salvatori dell’Istituto tecnico statale Commerciale di Amandola; per la sezione (B) “Lavoro Gruppo – Audiovisivo/Multimediale”: Walter Montecchia, Riccardo Spinozzi e Filippo Michettoni dell’Istituto tecnico per Geometri “Umberto I” di Ascoli. Per la sezione (C) (Singolo) “Lavoro Letterario” Valentina Colasanti dell’“Umberto I” e Roberta Martelli del Liceo Scientifico “Orsini” di Ascoli, sempre per la sezione (C) (Lavoro di Gruppo) “Lavoro Letterario” Antonio Pantanella, Martina Capenti e Giulia Pallotta dell’istituto Alberghiero “F. Buscemi” di San Benedetto del Tronto.

E’stato infine attribuito un riconoscimento ai seguenti docenti che hanno seguito i ragazzi nell’esecuzione dei lavori: Vincenzo Tonno dell’IPSSAR di S. Benedetto del Tronto e ITAS “Ulpiani” di Ascoli, Tiziana Capriotti dell’IPSSAR di S.Benedetto, Pasqualina Pagano dell’ITCG “Umberto I” di Ascoli, Giuseppe Brandimarti del liceo Scientifico “Orsini” di Ascoli, Ercole Collazioni dell’IPSIA “Sacconi” di Ascoli e Paolo Malaigia del liceo Scientifico di Montegiorgio.

 

 


 


 

 
Non dimenticheremo mai
Scritto da Ice - Administrator   

 

Non dimenticheremo mai..

 

 

andrea gagliardoni

 

 

Video youtube festa nervous breakdown andrea gagliardoni

 

 

 

" Hey, where have you gone?
You used to be the one
That we looked up to
Seemed like nothing
Could break you down
How high was your price?
Was it worth it?
Nothing in life is a sure bet anyway
You're gone.."
 
 
 
 " I'm driving listening to my radio,
checkin out the airwaves for something to believe in,
gimme something to hold true,
gimme something to sing about.
Gimme a reason to care,
I'll sing along forever "

 

 

andrea day festival andrea gagliardoni

 

 

 

 

 

 

 

Sempre insieme.

 

 

 
Quando un operaio muore.
Scritto da Ice - Administrator   

 

 Quando un operaio muore..

 

 

video beppe grillo Quando un operaio muore

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Quando un operaio muore,

i politici di destra, di centro e di sinistra si indignano. 

Quando un operaio muore,

'domani Prodi fa il decreto legge...'

Quando un operaio muore,

Topo Gigio Veltroni candida gli industriali ma anche un sopravvissuto della Thyssenkrupp.

"..." 

"Quando un operaio muore,

Il Presidente della Repubblica soffre, e auspica in televisione.

Quando un operaio muore,

Maroni dice 'non è colpa dei governi perchè le leggi ci sono'.

 "..."

"Quando un operaio muore,

il padrone ha già messo i soldi da parte.

Quando un operaio muore,

la vedova e i figli, finiscono in mezzo a una strada.

Quando un operaio muore,

i sindacati dichiarano uno sciopero di solidarietà di 2 ore.

Quando un operaio muore,

'la colpa è del casco' , 'se l'è cercata'.

Quando un operaio muore,

la colpa è che se si lamentava per l'insicurezza finiva licenziato subito, perchè precario.

Quando un operaio muore,

è un assassinio, quasi sempre.

Quando un operaio muore,

'faceva un lavoro a rischio' , 'doveva succedere'.

Quando un operai muore,

si danno incentivi alle aziende, che diminuiscono gli incidenti e non si chiudiono quelle in cui si producono i morti.

Quando un operaio muore,

è perchè la sicurezza è troppo onerosa per la Confindustria.

Quando un operaio muore,

è un fatto di business, qualcuno c'ha guadagnato sopra.

Quando un operaio muore,

se faceva il politico, campava cent'anni."

 

 

 

Beppe Grillo

 

 

 

 

 

 

 
La morte di Andrea, due condanne a otto mesi
Scritto da Ice - Administrator   
Da "Il Corriere Adriatico" del 5 aprile 2008

 

 

Rievocata in tribunale la tragica fine del giovane elpidiense. La madre è scoppiata a piangere

 

La morte di Andrea, due condanne a otto mesi


FERMO - Otto mesi: questa la condanna emessa ieri mattina dal tribunale di Fermo per Giuseppe Bonifazi, 46 anni, di Magliano di Tenna titolare della ditta Asoplast e per Mario Guglielmi, 58enne di Schio. Entrambi chiamati a rispondere della morte dell'elpidiense Andrea Gagliardoni. Omicidio colposo, l'accusa loro contestata. Presente in aula ieri la mamma di Andrea, Graziella Marota.

La donna, che dopo la scomparsa del figlio ha cominciato una battaglia contro le morti bianche, è scoppiata alla lettura della decisione del giudice in un lungo pianto. L'incidente è accaduto nel 2006. Era il 20 giugno e Andrea aveva 24 anni. All'interno dello stabilimento, situato ad Ortezzano, il giovane operaio era rimasto schiacciato da uno dei macchinari. Una morte che scosse il Fermano. Tantissimi quelli che si strinsero intorno ai familiari di Andrea. La mamma, come detto, dopo il dramma avviò una vera e propria campagna per ricordare, attraverso la sua esperienza, l'importanza della sicurezza sul lavoro.

Combattiva, la donna ha attirato tante volte l'attenzione sulle morti bianche. Subito dopo la morte del giovane la procura ha avviato le indagini. Due le persone ritenute responsabili: Giuseppe Bonifazi, 46 anni, di Magliano di Tenna e Mario Guglielmi, 58 anni di Schio (Vicenza), legale rappresentante della ditta costruttrice del macchinario che provocò la morte del giovane. Il primo difeso dall'avvocato Daniele Bacalini, il secondo da Giulio Manfredini. A rappresentare i genitori di Andrea, che si sono costituiti parte civile, Igor Giostra e Paolo Bacalini. Intanto proseguono le iniziative da parte della mamma del giovane, ora candidata con la Sa.

 
Un premio alla mamma di Andrea
Scritto da Ice - Administrator   

 

 

 

Dal "Corriere Adriatico" del 08/03/2008

 

 

Il figlio di 23 anni morì sul lavoro, si batte per fermare le stragi nelle fabbriche

 

Un premio alla mamma di Andrea



PORTO SANT’ELPIDIO - L’elpidiense Graziella Marota e Valeria Parrini Toffolutti, che hanno perso i loro figli per incidenti sul lavoro, hanno ricevuto ieri il premio “Non solo mimose 2008” promosso dal patronato dell’Inca Cgil in occasione dell’8 marzo. La cerimonia di premiazione si è svolta a Roma. Andrea, figlio di Graziella, è morto schiacciato dalla pressa alla quale lavorava, il 20 giugno 2006, nella ditta Asoplast di Ortezzano. Aveva 23 anni. Ruggero, figlio di Valeria, è stato stritolato da un ingranaggio nello stabilimento Magona di Piombino nel marzo del 1998.

Due morti “simbolo” della stessa piaga sociale, e due madri che hanno deciso di non chiudersi nel dolore ma di portare la loro testimonianza in giro nelle scuole, tra i ragazzi, per sensibilizzare giovani ed istituzioni ad una cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro. Graziella per il suo impegno sociale ha ricevuto anche il cavalierato al merito dal Presidente della Repubblica, ed ora sta organizzando il secondo convegno sulle morti bianche. Il figlio di Graziella, Andrea Gagliardoni, viveva con la famiglia a Porto Sant’Elpidio. Una famiglia molto nota. Il papà Marcello anche aveva gestito per molti anni una rivendita di macchine per caffè nel quartiere Faleriense.

 
Omicidio colposo, due accusati per la morte di Andrea
Scritto da graziella marota   

Fermo, 26 gennaio 2008 - Si avvicina sempre di più il processo per le due persone ritenute responsabili della morte del 24enne operaio elpidiense, Andrea Gagliardoni . Ieri il sostituto procuratore di Fermo Antonio Bartolozzi, che coordina le indagini sulla tragedia, ha chiesto il rinvio a giudizio per Giuseppe Bonifazi, il 46enne di Magliano di Tenna titolare della ditta Asoplast, e per Mario Guglielmi, il 58enne di Schio (Vicenza) legale rappresentante della ditta costruttrice del macchinario che provocò la morte del giovane.

 

Clicka Qui per leggere tutto l'articolo 

 
Graziella, intervista Radio24
Scritto da graziella marota   

Graziella, mamma di Andrea, intervistata su Radio24.

 

Viva Voce

LAVORO E DOLORE

Andrea, lavorava alla Asoplast di Ortezzano ( Ascoli Piceno): è morto schiacciato da una pressa, che non funzionava bene. La madre, Graziella Marota, da quel giugno 2006 non ha smesso mai di lottare perchè non succeda più quello che è accaduto a suo figlio.

 

 

Clicka Qui e ascolta l'intervista 

 

 

 
Puņ un uomo partire da casa per andare a lavorare, e non farvi ritorno la sera?
Scritto da graziella marota   

Può un uomo partire da casa per andare a lavorare, e non farvi ritorno la sera?

Nel 2000 ad Ortezzano in provincia di Ascoli Piceno, si insediò L’Asoplast srl: un’azienda florida e moderna dell’indotto Merloni, si occupa di stampaggio di materiale in propilene, pvc, assemblaggio e tampografia. Una risorsa per il territorio. Vennero assunti cento operai e nel 2003 Andrea Gagliardoni riuscì ad essere uno di loro. Aveva già avuto esperienze lavorative, a 19 anni aveva scelto di rimanere accanto a sua madre e sua sorella per contribuire al mantenimento della famiglia. (....continua, leggi tutto)

 
Marco Rovelli, "Lavorare Uccide" presentazione del libro a P.S.Elpidio
Scritto da graziella marota   

 

 

 Porto Sant'Elpidio, 20 giugno 2008 - Questa sera all’Auditorium presso la Casa del Volontariato di P.S.Elpidio (ore 21) sarà presentato il libro di Marco Rovelli 'Lavorare Uccide'. Un tema che spesso è alla ribalta delle cronache più per i tanti incidenti che per discutere di eventuali soluzioni e metodi di prevenzione.

 

Secondo il rapporto Eurispes 2008 l’età media delle vittime sui luoghi di lavoro è di 37 anni e il numero di vite spezzate che si è ormai raggiunto è l’agghiacciante cifra di 1338 ogni anno. Sempre secondo l’Eurispes le cause di tale fenomeno sono da ricondurre in gran parte all'assenza, all’inadeguatezza strutturale, alla rimozione o alla manomissione delle protezioni. Un fenomeno che si concentra in ogni settore.

 

Da quello industriale, all’edilizia, fino all’agricolo. Anche P.S.Elpidio a riguardo ha i propri martiri. Oggi infatti ricorre l’anniversario della scomparsa di Andrea Gagliardoni, giovane che due anni fa perse tragicamente la vita mentre lavorava presso la fabbrica dell’Asoplast di Ortezzano. Graziella Marota, madre di Andrea, è tra i promotori di questo incontro organizzato grazie alla collaborazione dell’Associazione di Montegranaro 'L’altra Italia' e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di P.S.Elpidio. Tante le lacrime da lei versate in questi anni ma allo stesso tempo tanta voglia di cercare di cambiare le cose.

 

Proprio lei racconta un episodio che la dice lunga su quanto ci sia bisogno di intervenire concretamente negli stessi ambienti lavorativi per far rispettare le norme di sicurezza. "Una fabbrica di questo paese non mi ha fatto appendere la locandina dell’evento di domani (oggi per chi legge) perché il titolo avrebbe intimorito i dipendenti colpevoli di avere già poca voglia di lavorare. E’ questo ciò che si deve combattere. Resto esterrefatta. Ancor di più perché certi drammi li ho vissuti in prima persona".

 

Stasera quindi ci sarà spazio per la memoria di Andrea ma anche per la discussione grazie alla presenza del magistrato Ruggiero Dicuonzo. Un confronto per informare su questo che si presenta come un grave problema sociale, politico e culturale tramite il libro di Rovelli che spiega interamente le logiche del profitto dal labirinto di appalti e subappalti, fino alle norme di sicurezza ignorate ed una giustizia che troppo spesso non viene fatta.

 

Un incontro che si rivolge ai giovani, ma anche agli imprenditori, per sensibilizzarli a prevenire i rischi. Presenti alla conferenza stampa oltre che Gianfanco Mancini, rappresentante dell’associazione 'L’altra Italia', anche l’Assessore alla Cultura Annalinda Pasquali e Adam Farhay, rappresentante degli immigrati di P.S.Elpidio.

                                                                                                              Aaron Pettinari

 
Una borsa di studio in memoria di Andrea Gagliardoni
Scritto da graziella marota   

Una borsa di studio in memoria di Andrea Gagliardoni

Sarà istituita nell'ambito del concorso sulla sicurezza sul lavoro che la Provincia bandisce da sei anni. Consegnata alla famiglia la "Stella al merito del lavoro"

  Alcuni momenti della cerimonia
Gallery disponibile, cicka sulla foto
 10/12/2007

 

 Una cerimonia semplice ma molto intensa, quella svoltasi oggi pomeriggio nella sala della Ragione di Palazzo dei Capitani dove il Presidente della Giunta regionale Gian Mario Spacca ha consegnato la “Stella al merito del lavoro alla memoria” con il titolo di “Maestro del Lavoro” ai familiari del giovane lavoratore Andrea Gagliardoni, vittima nella tragedia avvenuta ad Ortezzano il 20 giugno dello scorso anno.

Alla consegna dell’onorificenza, concessa dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, erano presenti numerose autorità: dal presidente del Consiglio regionale Bucciarelli all’assessore regionale al lavoro Ascoli, dal sindaco di Ascoli Celani al viceprefetto vicario Marchetti, dai vertici dell’AMNIL e dell’associazione dei Maestri del lavoro al presidente della Provincia Massimo Rossi. Accompagnava la famiglia Gagliardoni il sindaco di Porto S. Elpidio Mario Andrenacci, città di residenza dello sventurato giovane.

Rossi ha consegnato alla mamma di Andrea, Graziella Marota, e alla sua famiglia una pergamena che certifica la decisione della Provincia di dedicare, a partire dall’edizione 2008 del concorso “Al lavoro sicuri per un sicuro lavoro” promosso da sei anni tra le scuole superiori per sensibilizzare i giovani sui temi della sicurezza negli ambienti lavorativi, una borsa di studio speciale proprio alla memoria del ventitreenne operaio della Asoplast di Ortezzano.

Dal primo cittadino di Ascoli Celani, che ha consegnato una targa alla signora Marota, è arrivato l’auspicio che “nessuna mamma debba più vivere un dolore così forte”. Per il Presidente della Regione Spacca, che ha ricordato la concomitanza della celebrazione odierna con un altro momento doloroso, quello per le vittime delle acciaierie di Torino, “le istituzioni, oggi più che mai, devono impegnarsi perché il lavoro non sia occasione di lutto ma strumento essenziale per la crescita della società” ricordando che purtroppo le Marche, dopo aver conosciuto un miglioramento l’anno precedente, sono nuovamente salite al 13° posto nella graduatoria del numero di infortuni sul lavoro.

Il presidente della Provincia Rossi, dopo aver ricordato le azioni che la Provincia compie su questo fronte, a cominciare dal concorso che da oggi terrà vivo nella memoria degli studenti piceni il nome di Andrea Gagliardoni, ha ricordato che proprio oggi, 10 dicembre, l’ONU celebra la Giornata internazionale dei diritti umani. “Tra questi diritti c’è anche quello alla dignità e alla salute – ha ricordato Rossi - e questo interminabile elenco di tragedie a cui siamo costretti quotidianamente ad assistere ci ricorda che troppo spesso, nel mondo del lavoro, questi diritti sono negati. L’auspicio – ha concluso Rossi - è che il mondo dell’impresa sia sempre meno orientato verso la logica del profitto a tutti i costi e presti crescente attenzione alle condizioni di vita degli uomini che, attraverso la loro opera, rendono possibile il successo dell’attività imprenditoriale”.

Andrea aveva 23 anni, tutti i giorni faceva 80 km per recarsi al lavoro presso la ditta Asoplast di Ortezzano in provincia di Ascoli Piceno.
Quel fatidico 20 giugno 2006, Andrea si alza alle 4 del mattino per essere sul posto di lavoro alle 5. Alle 6,10 la pressa si ferma come una grande bocca spalancata, Andrea d'istinto si sporge e guarda dentro, ma all'improvviso la macchina si rimette in moto lasciandogli solo il tempo di lanciare un urlo lancinante, e il cranio di Andrea viene schiacciato da quella maledetta pressa..... Ora Andrea non c'è più e in casa resta un grande dolore e un silenzio enorme....manca la sua musica, la sua chitarra, la sua tromba.... mancano le sue risate i suoi abbracci ....i suoi baci. Di lui restano solo una foto e una fredda tomba dove i fiori gli fanno compagnia.

 

Graziella Marota mamma di Andrea

 
ON LINE LA SEZIONE VIDEO
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FINALMENTE ON LINE ANCHE LA VIDEO GALLERY DEDICATA AD ANDREA.

 
ON LINE LE FOTO DELL'ANDREA DAY
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Finalmente on line tutte le foto dell'Andrea Day Festival 2007

 CLICKA QUI PER ENTRARE NELLA FOTO GALLERY

 

 

 

 
LOCANDINA ANDREA DAY
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UNA VIA INTITOLATA AD ANDREA GAGLIARDONI
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UNA VIA INTITOLATA AD ANDREA GAGLIARDONI

 

  La mamma Graziella: “Sarei ben lieta se questa idea venisse accolta. Mi sembra un bel modo per ricordare mio figlio”
Il consigliere di An Putzu mette all’ordine del giorno del prossimo Consiglio la sua proposta:
“Una via intitolata a Gagliardoni”

 
Clicka qui per leggere l'articolo del Corriere Adriatico 

 
ANDREA DAY FESTIVAL vol.1 data e gruppi confermati
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In collaborazione con il comune di Porto Sant'Elpidio, il giorno 30 giugno 2007 dalle ore 17:00 a notte, presso l'ex stadio Orfeo Serafini tutto pronto per l' "ANDREA DAY FESTIVAL vol.1"

 

Gruppi confermati:

 

 Teenagapills

 Some Lazy Unsatisfied

 Still Nervous?

 Cyberpork

 Acquitrinium

 Flash

 Pecore Assassine 

and Special Guest: Io e i Gomma Gommas     Clicka qui per ascoltare "Io e I Gomma Gommas"

 

 

  

A presto per aggiornamenti su gruppi e scaletta

 

 

 

                                                                                                      www.associazioneproandrea.it
 

 
MORTI BIANCHE A Studio Aperto LIVE
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On-line la puntata del 1° Maggio di Studio Aperto Live dedicata alle morti bianche.

         

 

CLICKA QUI PER VEDERE LA PUNTATA DI STUDIO APERTO LIVE DEL 1° MAGGIO .  

 
FOTO GALLERY
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Attive le Foto Gallery Andrea & Friends  e Nervous BreakdownSealed

 
La storia di Gagliardoni a Tg2 Dossier
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Dal giornale Corriere Adriatico, edizione del 25/03/'07 

 

 PORTO SANT’ELPIDIO – Oggi pomeriggio, alle ore 18, Tg 2 Dossier si occuperà della storia di Andrea Gagliardoni, il giovane elpidiense morto lo scorso mese di giugno a soli 23 anni in un incidente sul lavoro.

Nei giorni scorsi una troupe della Rai ha effettuato una serie di riprese in città ed ha intervistato amici e parenti di Andrea, proprio per ricostruire la storia della sua vita e raccontare il tragico incidente di cui è stato vittima.

Dopodomani invece Graziella Marota, mamma di Andrea, sarà ospite della trasmissione “Uno Mattina” per portare la sua testimonianza e parlare del suo impegno per prevenire e combattere il fenomeno delle morti bianche. Infine, il prossimo 1° maggio, in occasione della festa dei lavoratori, si occuperà della storia di Andrea anche la trasmissione di Italia 1 “Live”.

La signora Marota da quando ha perso suo figlio ha sposato una vera e propria battaglia per far rispettare le norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, ed è proprio per tale motivo che ora sta cercando di sensibilizzare sia i giovani che l’opinione pubblica su questo importante argomento.

In questi mesi l’elpidiense Graziella Marota ha incontrato anche importanti cariche istituzionali, come il presidente della Camera Fausto Bertinotti, il Ministro del Lavoro Damiano ed il segretario della Cgil Guglielmo Epifani. Il giovane Andrea Gagliardoni è morto schiacciato da una pressa, mentre stava svolgendo il suo normale turno di lavoro in fabbrica.