Una borsa di studio in memoria di Andrea Gagliardoni
Sarà istituita nell'ambito del concorso sulla sicurezza sul lavoro che la Provincia bandisce da sei anni. Consegnata alla famiglia la "Stella al merito del lavoro"
Alcuni momenti della cerimonia Gallery disponibile, cicka sulla foto 10/12/2007 Una cerimonia semplice ma molto intensa, quella svoltasi oggi pomeriggio nella sala della Ragione di Palazzo dei Capitani dove il Presidente della Giunta regionale Gian Mario Spacca ha consegnato la “Stella al merito del lavoro alla memoria” con il titolo di “Maestro del Lavoro” ai familiari del giovane lavoratore Andrea Gagliardoni, vittima nella tragedia avvenuta ad Ortezzano il 20 giugno dello scorso anno.
Alla consegna dell’onorificenza, concessa dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, erano presenti numerose autorità: dal presidente del Consiglio regionale Bucciarelli all’assessore regionale al lavoro Ascoli, dal sindaco di Ascoli Celani al viceprefetto vicario Marchetti, dai vertici dell’AMNIL e dell’associazione dei Maestri del lavoro al presidente della Provincia Massimo Rossi. Accompagnava la famiglia Gagliardoni il sindaco di Porto S. Elpidio Mario Andrenacci, città di residenza dello sventurato giovane.
Rossi ha consegnato alla mamma di Andrea, Graziella Marota, e alla sua famiglia una pergamena che certifica la decisione della Provincia di dedicare, a partire dall’edizione 2008 del concorso “Al lavoro sicuri per un sicuro lavoro” promosso da sei anni tra le scuole superiori per sensibilizzare i giovani sui temi della sicurezza negli ambienti lavorativi, una borsa di studio speciale proprio alla memoria del ventitreenne operaio della Asoplast di Ortezzano.
Dal primo cittadino di Ascoli Celani, che ha consegnato una targa alla signora Marota, è arrivato l’auspicio che “nessuna mamma debba più vivere un dolore così forte”. Per il Presidente della Regione Spacca, che ha ricordato la concomitanza della celebrazione odierna con un altro momento doloroso, quello per le vittime delle acciaierie di Torino, “le istituzioni, oggi più che mai, devono impegnarsi perché il lavoro non sia occasione di lutto ma strumento essenziale per la crescita della società” ricordando che purtroppo le Marche, dopo aver conosciuto un miglioramento l’anno precedente, sono nuovamente salite al 13° posto nella graduatoria del numero di infortuni sul lavoro.
Il presidente della Provincia Rossi, dopo aver ricordato le azioni che la Provincia compie su questo fronte, a cominciare dal concorso che da oggi terrà vivo nella memoria degli studenti piceni il nome di Andrea Gagliardoni, ha ricordato che proprio oggi, 10 dicembre, l’ONU celebra la Giornata internazionale dei diritti umani. “Tra questi diritti c’è anche quello alla dignità e alla salute – ha ricordato Rossi - e questo interminabile elenco di tragedie a cui siamo costretti quotidianamente ad assistere ci ricorda che troppo spesso, nel mondo del lavoro, questi diritti sono negati. L’auspicio – ha concluso Rossi - è che il mondo dell’impresa sia sempre meno orientato verso la logica del profitto a tutti i costi e presti crescente attenzione alle condizioni di vita degli uomini che, attraverso la loro opera, rendono possibile il successo dell’attività imprenditoriale”.
Andrea aveva 23 anni, tutti i giorni faceva 80 km per recarsi al lavoro presso la ditta Asoplast di Ortezzano in provincia di Ascoli Piceno. Quel fatidico 20 giugno 2006, Andrea si alza alle 4 del mattino per essere sul posto di lavoro alle 5. Alle 6,10 la pressa si ferma come una grande bocca spalancata, Andrea d'istinto si sporge e guarda dentro, ma all'improvviso la macchina si rimette in moto lasciandogli solo il tempo di lanciare un urlo lancinante, e il cranio di Andrea viene schiacciato da quella maledetta pressa..... Ora Andrea non c'è più e in casa resta un grande dolore e un silenzio enorme....manca la sua musica, la sua chitarra, la sua tromba.... mancano le sue risate i suoi abbracci ....i suoi baci. Di lui restano solo una foto e una fredda tomba dove i fiori gli fanno compagnia.
Graziella Marota mamma di Andrea
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