EDITORIALE
PORTO SANT’ELPIDIO - ROMA - Stasera abbiamo avuto l’onore della cronaca nazionale nella famosa trasmissione “Mi manda Rai Tre”.
Il caso trattato era quello della tragica morte sul lavoro del giovane Andrea Gagliardoni, avvenuta 4 anni fa e temporaneamente sepolto in un loculo in prestito. La mamma ora vuole un loculo per una sepoltura definitiva del figlio ma l’amministrazione comunale ha risposto, più o meno testualmente, “si può entrare in possesso del loculo soltanto al momento del decesso” (ci mancherebbe che uno volesse prenderne possesso prima !) e che “i loculi attualmente liberi e a disposizione del comune sono circa 170 e servono per i decessi previsti nell’anno in corso”.
Ed ancora: “C’è un regolamento comunale ed una delibera di Giunta che stabiliscono delle regole. E le regole vanno rispettate. Pensate che cosa accadrebbe se io facessi una deroga per il caso della signora. Sarebbe un precedente che consentirebbe ad altri cittadini di fare richieste simili”.
A dire e scrivere parole di questa levatura è stato il nostro sindaco Mario Andrenacci, tra numerosi mormorii di dissenso del pubblico e degli esperti presenti in trasmissione.
“Signor sindaco, si cambia la Costituzione, pensa che non si potrebbero cambiare regolamenti comunali o delibere di Giunta?” Gli ha chiesto il conduttore, il giornalista Andrea Vianello. Ma lui niente, rigido nella sua posizione di legalità.
A questo punto, la cosa più giusta l’ha detta proprio la signora Graziella Marota, mamma del povero Andrea: “Signor sindaco, le regole le faccia rispettare a chi le deve rispettare !”
Niente di più azzeccato per un’amministrazione che, generosamente e continuativamente, elargisce deroghe.
Chi ha visto la trasmissione e non conosce la situazione della nostra Città potrebbe pensare che qui abbiamo un sindaco integerrimo, rigido, ma integerrimo. “Dura lex, sed lex”, La Legge è dura, ma è Legge e va comunque rispettata.
Invece, nel sentirlo parlare, a noi che “conosciamo i nostri polli” è venuto da ridere.
Se non fosse una tragedia, sarebbe una comica.
Il caso del povero Andrea, morto sul lavoro a vent’anni il 20 giugno 2006, è stato anche l’occasione per ricordare a tutti che domani è il 1° Maggio, la festa dei lavoratori e qui a Porto Sant’Elpidio si festeggerà alla grande: tutte feste e mercatini, canti e balli, maialini alla brace e giochi ovunque, nella mercificazione più totale, senza neanche un po’ di riflessione seria.
Anche alcuni governi periferici, sulla scia dei quello centrale, sono del parere che parlare della crisi e dei problemi ad essa collegati non crei consenso. Quindi: silenzio!
Allora, avanti tutta! All’insegna dell’organizzazione di attività ludiche collettive per far cessare i malumori delle masse. E domani, tutti a festeggiare al grido “Panem et Circenses” !
Sadia Zampaloni